Regime Forfettario 2026: Guida Completa
Nel 2026 il regime forfettario si applica ai ricavi fino a 85.000€ con imposta sostitutiva al 15% — ridotta al 5% per i primi 5 anni delle nuove attività — che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Guida completa a requisiti, coefficienti ATECO, contributi INPS e scadenze.
Aggiornata a luglio 2026 · A cura del Dott. Marco Di Sabato
1. Cos'è il regime forfettario 2026?
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) e successivamente modificato dalla Legge 145/2018 e dalla Legge di Bilancio 2023. È pensato per lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese individuali con ricavi contenuti.
La caratteristica principale è la tassazione semplificata: invece di calcolare il reddito con ricavi meno costi effettivi (come nel regime ordinario), si applica un coefficiente di redditività forfettario ai ricavi, e sul reddito così determinato si paga un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività).
2. Quali sono i requisiti di accesso nel 2026?
Per accedere al regime forfettario nel 2026, è necessario rispettare questi requisiti (Art. 1, commi 54-89, L. 190/2014):
Requisito principale: - Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a €85.000 (soglia aggiornata dalla Legge di Bilancio 2023)
Cause di esclusione: - Redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €35.000 nell'anno precedente (soglia innalzata per il 2025-2026 dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025 — misura temporanea: a regime il limite è €30.000; salvo cessazione del rapporto) - Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti - Attività prevalentemente verso l'ex datore di lavoro (o soggetti a esso riconducibili) dei 2 anni precedenti - Residenza fiscale all'estero (salvo UE/SEE con scambio informazioni e 75% reddito in Italia) - Attività di cessione fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi in ambito UE
3. Quanto si paga: aliquota al 5% o al 15%?
L'imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP:
Aliquota ordinaria: 15% Si applica sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività, meno contributi previdenziali versati).
Aliquota agevolata startup: 5% Per i primi 5 anni di attività, se: - Non hai esercitato attività d'impresa/lavoro autonomo nei 3 anni precedenti - L'attività non è una prosecuzione di attività svolta in precedenza come dipendente o autonomo - Se prosegui l'attività di un altro soggetto, i suoi ricavi non superavano €85.000
(Art. 1, comma 65, L. 190/2014)
4. Come funzionano i coefficienti di redditività ATECO?
Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività associato al tuo codice ATECO:
| Settore | Codice ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Commercio (ingrosso e dettaglio) | 45 - 47 | 40% |
| Alloggio e ristorazione | 55 - 56 | 40% |
| Industrie alimentari e delle bevande | 10 - 11 | 40% |
| Commercio ambulante (alimentari) | 47.81 | 40% |
| Commercio ambulante (altri prodotti) | 47.82 - 47.89 | 54% |
| Costruzioni e immobiliari | 41 - 43, 68 | 86% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Attività professionali e scientifiche | 69 - 75 | 78% |
| Altre attività economiche | Varie | 67% |
Esempio pratico: Un consulente informatico (ATECO 62.02, coefficiente 67%) con ricavi di €50.000: - Reddito imponibile: €50.000 × 67% = €33.500 - Contributi INPS versati (ipotesi): €8.000 - Base imponibile: €33.500 - €8.000 = €25.500 - Imposta (15%): €3.825
5. Quanto si paga di contributi INPS nel forfettario?
I contributi previdenziali sono obbligatori anche nel regime forfettario. La gestione dipende dall'attività:
Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa) - Aliquota 2026: circa 26,07% sul reddito imponibile - Si paga in acconto (giugno e novembre) e saldo (giugno anno successivo)
Gestione Artigiani e Commercianti - Contributi fissi annui 2026 sul reddito minimale di €18.808: circa €4.521 (artigiani) / circa €4.612 (commercianti) - Oltre il minimale: quota percentuale aggiuntiva di circa 24% (artigiani) / 24,48% (commercianti), che sale di un punto oltre €56.224 di reddito - Riduzione 35%: i forfettari possono chiedere una riduzione del 35% dei contributi, fissi e variabili, su domanda opzionale (Art. 1, commi 77-84, L. 190/2014)
Casse professionali - Avvocati (Cassa Forense), architetti (Inarcassa), ecc. hanno regole proprie
I contributi versati sono deducibili dal reddito forfettario.
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6. Quali sono gli obblighi e le semplificazioni?
Il regime forfettario prevede importanti semplificazioni:
Cosa NON devi fare: - ✗ Applicare IVA sulle fatture (operazioni esenti Art. 1, comma 58) - ✗ Registrare fatture ai fini IVA - ✗ Liquidazione e dichiarazione IVA - ✗ Studi di settore / ISA - ✗ Ritenuta d'acconto (né subita né operata) - ✗ IRAP
Cosa DEVI fare: - ✓ Emettere fattura elettronica (obbligo dal 2024 per tutti) - ✓ Conservazione elettronica delle fatture - ✓ Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF) - ✓ Versamento imposta sostitutiva (saldo + 2 acconti) - ✓ Versamento contributi previdenziali - ✓ Indicare in fattura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014"
7. Quali sono le scadenze fiscali 2026 per i forfettari?
Principali scadenze:
| Data | Adempimento |
|---|---|
| 16 marzo | Certificazione Unica (se hai collaboratori) |
| 30 giugno | Saldo imposta sostitutiva anno precedente + primo acconto anno corrente |
| 30 giugno | Saldo contributi INPS + primo acconto |
| 30 settembre | Presentazione Modello Redditi PF |
| 30 novembre | Secondo acconto imposta sostitutiva |
| 30 novembre | Secondo acconto contributi INPS |
Nota: è possibile rateizzare saldo e primo acconto di giugno in rate mensili (con interessi dello 0,33% mensile). Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.
8. Quando si esce dal regime forfettario?
Superamento soglia €85.000: - Se i ricavi superano €85.000 ma restano sotto €100.000: esci dal forfettario dall'anno successivo - Se i ricavi superano €100.000: esci immediatamente nello stesso anno, con obbligo di applicare IVA sulle operazioni che hanno determinato il superamento
Rientro: È possibile rientrare nel forfettario quando si torna sotto la soglia di €85.000, a condizione di rispettare tutti i requisiti.
(Art. 1, comma 71, L. 190/2014, come modificato dalla L. 197/2022)
9. Forfettario o regime ordinario: quale conviene nel 2026?
A regime, per un professionista in Gestione Separata con coefficiente di redditività 67%, il forfettario al 15% costa complessivamente circa il 24,9% dei ricavi (il 19,9% con l'aliquota start-up al 5%). Negli esempi comparativi qui sotto, con costi reali pari al 20% dei ricavi, il regime ordinario costa invece tra il 31,6% e il 36,8% dei ricavi. Il vantaggio del forfettario si riduce però fino ad annullarsi quando i costi reali superano il 33-40% dei ricavi: in quel caso il confronto va rifatto caso per caso.
Gli scaglioni IRPEF 2026 Nel regime ordinario il reddito è tassato secondo gli scaglioni IRPEF, aggiornati dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025):
| Scaglione di reddito imponibile | Aliquota 2026 |
|---|---|
| fino a €28.000 | 23% |
| da €28.000 a €50.000 | 33% (ridotta dal 35% dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025) |
| oltre €50.000 | 43% |
I forfettari non pagano né IRPEF né addizionali regionali e comunali: l'imposta sostitutiva del 15% (o del 5%) le sostituisce entrambe.
Le differenze qualitative tra i due regimi
| Tema | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| IVA | Non addebita e non detrae l'IVA sugli acquisti | Addebita il 22% e detrae l'IVA sugli acquisti |
| Addizionali regionali e comunali | Esenti (sostituite dall'imposta sostitutiva) | Dovute, indicativamente tra l'1,2% e il 4,2% complessivo a seconda del territorio |
| Detrazioni e deduzioni personali | Non sfruttabili sul reddito forfettario (spese sanitarie, ristrutturazioni, carichi di famiglia) | Piena rilevanza dei costi effettivi e degli oneri detraibili/deducibili |
| ISA | Esclusi | Soggetti agli ISA |
| Ritenuta d'acconto | Non subita sui compensi | Subita al 20% (solo effetto finanziario: si recupera in dichiarazione) |
| Contabilità | Esonero dalle scritture contabili | Contabilità semplificata o ordinaria |
Nota: l'IRAP non è un elemento di confronto tra i due regimi. Dal 2022 non è comunque dovuta dalle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni (L. 234/2021), indipendentemente dal regime scelto.
Tre esempi comparativi Ipotesi: consulente informatico, divisione ATECO 62 (coefficiente di redditività 67%), Gestione Separata INPS al 26,07% (2026), nessuna cassa professionale; nel regime ordinario costi effettivi ipotizzati pari al 20% dei ricavi; contributi calcolati a regime (steady state); totali senza addizionali regionali/comunali, che nell'ordinario si aggiungono indicativamente da circa €220 a circa €1.950 l'anno a seconda di regione, comune e reddito. Con l'aliquota start-up al 5% il carico complessivo del forfettario scende a circa il 19,9% dei ricavi.
| Ricavi | Forfettario 15% | Ordinario (costi 20%) | Risparmio forfettario |
|---|---|---|---|
| €30.000 | €7.469 (24,9%) | €9.489 (31,6%) | ≈ €2.020/anno |
| €50.000 | €12.449 (24,9%) | €16.922 (33,8%) | ≈ €4.474/anno |
| €80.000 | €19.917 (24,9%) | €29.438 (36,8%) | ≈ €9.520/anno |
Quando il confronto si ribalta - Costi reali elevati: se i costi effettivi superano il 33-40% dei ricavi, il forfait del coefficiente copre meno dei costi veri e il confronto va rifatto - Spese detraibili rilevanti: spese sanitarie, ristrutturazioni o carichi di famiglia non sono sfruttabili sul reddito forfettario - Primo anno di attività: non è un anno a "steady state" per via del meccanismo di saldo e acconti sui contributi, quindi i numeri differiscono - I calcoli valgono per il 2026 (aliquota IRPEF al 33% sul secondo scaglione, nuova per quest'anno) e vanno rifatti ogni anno
Ogni caso va valutato con i propri numeri: usa il calcolatore tasse partita IVA forfettario o chiedi un confronto personalizzato in chat.
Domande frequenti
Quanto si paga di tasse nel regime forfettario?+
Nel regime forfettario si paga un'unica imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuova attività con i requisiti di legge. Sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. L'imposta si calcola sul reddito imponibile, cioè ricavi o compensi moltiplicati per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014).
Quando si applica l'imposta ridotta al 5%?+
L'imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività quando si avvia una nuova attività con i requisiti dell'art. 1, comma 65, L. 190/2014. Superato il quinquennio, o in assenza dei requisiti di novità, si applica l'aliquota ordinaria del 15%.
Come si calcola il reddito imponibile nel forfettario?+
Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi o compensi incassati per il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO. Nel regime forfettario non si deducono i costi effettivi: la redditività è determinata in modo forfettario dal coefficiente.
Quando si esce dal regime forfettario nel 2026?+
Se i ricavi superano €85.000 ma restano sotto €100.000, si esce dal forfettario dall'anno successivo. Se superano €100.000, si esce immediatamente nello stesso anno, con obbligo di applicare l'IVA sulle operazioni che hanno determinato il superamento (art. 1, comma 71, L. 190/2014, come modificato dalla L. 197/2022). È possibile rientrare nel forfettario quando si torna sotto la soglia di €85.000, rispettando tutti i requisiti.
Posso aprire P.IVA forfettaria se sono già dipendente?+
Sì, restare dipendenti non impedisce di aprire una partita IVA in regime forfettario. Il limite riguarda il reddito: per il 2026 l'accesso al regime è precluso se nell'anno precedente i redditi da lavoro dipendente o da pensione hanno superato €35.000 (soglia innalzata dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025 — proroga di una misura non strutturale; il valore a regime è €30.000). La verifica si fa sulla situazione al 31 dicembre dell'anno prima.
Devo applicare l'IVA sulle mie fatture nel forfettario?+
No: le fatture dei forfettari sono emesse senza addebito di IVA e, di conseguenza, non è possibile detrarre l'IVA sugli acquisti. In fattura va riportata la dicitura prevista dall'art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014, con codice natura N2.2 nella fattura elettronica.
La fattura elettronica è obbligatoria nel forfettario?+
Sì, dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fattura elettronica riguarda tutti i forfettari, senza soglie di esenzione legate al fatturato. Le fatture vanno emesse in formato XML e trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI); la fattura cartacea non è più ammessa.
Devo tenere la contabilità nel regime forfettario?+
Gli adempimenti contabili sono ridotti al minimo: occorre numerare e conservare le fatture emesse e ricevute, con un registro cronologico dei compensi incassati (consigliato). Non servono né il libro giornale né il registro IVA.
Quando NON conviene il regime forfettario?+
Il forfettario può risultare svantaggioso quando si sostengono spese consistenti (attrezzature, collaboratori, affitti) che superano la quota di costi forfettizzata dal coefficiente di redditività: in quel caso il regime ordinario o semplificato, deducendo i costi effettivi, può abbattere di più il reddito imponibile. Anche l'avvicinarsi alla soglia di €85.000 richiede una valutazione tempestiva: un'analisi caso per caso è sempre consigliata.
Conviene il regime forfettario o il regime ordinario nel 2026?+
Nella maggior parte dei casi, con costi reali contenuti, conviene il forfettario: negli esempi della guida il risparmio va da circa €2.000 a oltre €9.500 l'anno tra 30.000 e 80.000 € di ricavi, con costi ipotizzati al 20%. Il confronto si ribalta quando i costi reali sono elevati (oltre il 33-40% dei ricavi) o quando si hanno molte spese detraibili non sfruttabili nel forfettario (sanitarie, ristrutturazioni, carichi di famiglia). La scelta va sempre valutata caso per caso con i propri numeri.
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