Regime Forfettario 2026: Guida Completa

Tutto quello che devi sapere su requisiti, aliquota, coefficienti di redditività, contributi INPS, obblighi e scadenze del regime forfettario.

Aggiornata ad aprile 2026 · A cura dello Studio Di Sabato e Partners

1. Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) e successivamente modificato dalla Legge 145/2018 e dalla Legge di Bilancio 2023. È pensato per lavoratori autonomi, professionisti e piccole imprese individuali con ricavi contenuti.

La caratteristica principale è la tassazione semplificata: invece di calcolare il reddito con ricavi meno costi effettivi (come nel regime ordinario), si applica un coefficiente di redditività forfettario ai ricavi, e sul reddito così determinato si paga un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività).

2. Requisiti di accesso 2026

Per accedere al regime forfettario nel 2026, è necessario rispettare questi requisiti (Art. 1, commi 54-89, L. 190/2014):

Requisito principale: - Ricavi o compensi dell'anno precedente non superiori a €85.000 (soglia aggiornata dalla Legge di Bilancio 2023)

Cause di esclusione: - Redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a €30.000 nell'anno precedente (salvo cessazione del rapporto) - Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o SRL trasparenti - Attività prevalentemente verso l'ex datore di lavoro (o soggetti a esso riconducibili) dei 2 anni precedenti - Residenza fiscale all'estero (salvo UE/SEE con scambio informazioni e 75% reddito in Italia) - Attività di cessione fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi in ambito UE

3. Aliquota e imposta sostitutiva

L'imposta sostitutiva del regime forfettario sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP:

Aliquota ordinaria: 15% Si applica sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente di redditività, meno contributi previdenziali versati).

Aliquota agevolata startup: 5% Per i primi 5 anni di attività, se: - Non hai esercitato attività d'impresa/lavoro autonomo nei 3 anni precedenti - L'attività non è una prosecuzione di attività svolta in precedenza come dipendente o autonomo - Se prosegui l'attività di un altro soggetto, i suoi ricavi non superavano €85.000

(Art. 1, comma 65, L. 190/2014)

4. Coefficienti di redditività per codice ATECO

Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività associato al tuo codice ATECO:

SettoreCodice ATECOCoefficiente
Commercio (ingrosso e dettaglio)45 - 4740%
Alloggio e ristorazione55 - 5640%
Industrie alimentari e delle bevande10 - 1140%
Commercio ambulante (alimentari)47.8140%
Commercio ambulante (altri prodotti)47.82 - 47.8954%
Costruzioni e immobiliari41 - 43, 6886%
Intermediari del commercio46.162%
Attività professionali e scientifiche69 - 7578%
Altre attività economicheVarie67%

Esempio pratico: Un consulente informatico (ATECO 62.02, coefficiente 67%) con ricavi di €50.000: - Reddito imponibile: €50.000 × 67% = €33.500 - Contributi INPS versati (ipotesi): €8.000 - Base imponibile: €33.500 - €8.000 = €25.500 - Imposta (15%): €3.825

5. Contributi INPS nel forfettario

I contributi previdenziali sono obbligatori anche nel regime forfettario. La gestione dipende dall'attività:

Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa) - Aliquota 2026: circa 26,07% sul reddito imponibile - Si paga in acconto (giugno e novembre) e saldo (giugno anno successivo)

Gestione Artigiani e Commercianti - Contributo fisso annuale: circa €4.200 (artigiani) / €4.300 (commercianti) fino a €18.415 di reddito - Oltre la soglia: contributo percentuale aggiuntivo - Riduzione 35%: i forfettari possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi (Art. 1, comma 77, L. 190/2014)

Casse professionali - Avvocati (Cassa Forense), architetti (Inarcassa), ecc. hanno regole proprie

I contributi versati sono deducibili dal reddito forfettario.

6. Obblighi e semplificazioni

Il regime forfettario prevede importanti semplificazioni:

Cosa NON devi fare: - Applicare IVA sulle fatture (operazioni esenti Art. 1, comma 58) - Registrare fatture ai fini IVA - Liquidazione e dichiarazione IVA - Studi di settore / ISA - Ritenuta d'acconto (né subita né operata) - IRAP

Cosa DEVI fare: - Emettere fattura elettronica (obbligo dal 2024 per tutti) - Conservazione elettronica delle fatture - Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF) - Versamento imposta sostitutiva (saldo + 2 acconti) - Versamento contributi previdenziali - Indicare in fattura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014"

7. Scadenze fiscali 2026 per forfettari

Principali scadenze:

DataAdempimento
16 marzoCertificazione Unica (se hai collaboratori)
30 giugnoSaldo imposta sostitutiva anno precedente + primo acconto anno corrente
30 giugnoSaldo contributi INPS + primo acconto
30 settembrePresentazione Modello Redditi PF
30 novembreSecondo acconto imposta sostitutiva
30 novembreSecondo acconto contributi INPS

Nota: è possibile rateizzare saldo e primo acconto di giugno in rate mensili (con interessi dello 0,33% mensile). Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.

8. Quando si esce dal forfettario

Superamento soglia €85.000: - Se i ricavi superano €85.000 ma restano sotto €100.000: esci dal forfettario dall'anno successivo - Se i ricavi superano €100.000: esci immediatamente nello stesso anno, con obbligo di applicare IVA sulle operazioni che hanno determinato il superamento

Rientro: È possibile rientrare nel forfettario quando si torna sotto la soglia di €85.000, a condizione di rispettare tutti i requisiti.

(Art. 1, comma 71, L. 190/2014, come modificato dalla L. 197/2022)

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