✓ Fondato dal Dott. Marco Di Sabato, Commercialista iscritto ODCEC Novara · Sedi: Borgomanero · Novara · Milano
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8 settembre 2026

Contributi INPS Gestione Separata 2027: aliquote, calcolo e scadenze

Gestione Separata 2027: l'aliquota non è ancora ufficiale. Valori 2026 verificati (26,07% e 24%), massimale, minimale, esempio di calcolo e scadenze F24.

Dott. Marco Di Sabato, ODCEC Novara n. 453/A

Chi apre una partita IVA senza cassa previdenziale obbligatoria, o lavora come collaboratore a progetto, paga i contributi INPS nella Gestione Separata. Ogni anno la domanda torna uguale: quanto si paga, con quale aliquota e entro quando. Per il 2027 la risposta ufficiale manca ancora, perché l'aliquota viene comunicata dall'INPS all'inizio di ogni anno. Questa guida raccoglie ciò che è già certo — le aliquote in vigore nel 2026, il massimale, il minimale, le scadenze — e spiega come preparare il calcolo per il 2027 senza anticipare cifre che non esistono.

Se hai una partita IVA in regime forfettario, la Gestione Separata è proprio la gestione previdenziale a cui di norma sei iscritto: la guida al regime forfettario copre il quadro fiscale completo, qui guardiamo solo ai contributi.

Come sono fatte le aliquote della Gestione Separata

Nel 2026, secondo la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, l'aliquota complessiva per i liberi professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione Separata senza altra forma previdenziale obbligatoria, è del 26,07%. Non è un numero unico: è la somma di tre componenti fissati per legge.

  • Il 25% ai fini pensionistici (invalidità, vecchiaia, superstiti), previsto dall'articolo 1, comma 165, della legge 232/2016.
  • Lo 0,72% per le tutele aggiuntive di malattia, maternità e assegni per il nucleo familiare.
  • Lo 0,35% per l'indennità ISCRO, dovuta a decorrere dal 2024.

Per i titolari di reddito autonomo già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l'aliquota scende al 24%: è la regola dell'articolo 1, comma 79, della legge 247/2007, che l'INPS conferma di anno in anno.

Per i collaboratori coordinati e continuativi e le figure assimilate (i cosiddetti parasubordinati) i numeri cambiano: l'aliquota IVS è del 33%, a cui si aggiungono lo 0,50% e lo 0,22% per le prestazioni assistenziali. Il totale è quindi del 33,72%, che sale al 35,03% dove si aggiunge l'1,31% per la DIS-COLL: è il caso, ad esempio, dei co.co.co., delle collaborazioni con le pubbliche amministrazioni e dei compensi da amministratore, sindaco o revisore.

In questi rapporti l'onere contributivo si divide per un terzo a carico del collaboratore e due terzi a carico del committente, che è anche il soggetto tenuto al versamento.

Contributi 2027: cosa sappiamo e cosa manca ancora

L'aliquota della Gestione Separata non è fissata una volta per tutte nel calendario: l'INPS la comunica ogni anno, per via amministrativa, con una circolare in apertura d'anno. Per il 2026 è arrivata il 3 febbraio. Per il 2027, alla data di questo articolo (settembre 2026), la circolare non esiste ancora.

Quello che oggi è certo riguarda i componenti stabiliti per legge: il 25% IVS dei professionisti, le aliquote aggiuntive dello 0,72% e dello 0,35%, il 24% per pensionati e assicurati altrove, il 33% IVS più le aggiuntive per i collaboratori. Se la legge di bilancio 2027 non introducesse modifiche, la prassi degli ultimi anni indica una conferma dei valori 2026; ma resta una previsione, non un dato. Quando l'INPS pubblicherà la circolare, i valori andranno verificati lì.

Due parametri si aggiornano ogni anno insieme alle aliquote:

  • Il massimale di reddito: nel 2026 è di 122.295,00 euro. Le aliquote si applicano fino al raggiungimento di questa soglia; oltre, il reddito ulteriore non genera contributi.
  • Il minimale di reddito: nel 2026 è di 18.808,00 euro e determina il contributo minimo per gli iscritti che non maturano redditi più alti.

Anche per il 2027 i due valori saranno comunicati dall'INPS: non usarli come fissi.

Calcolo rapido: due esempi

Il calcolo è una moltiplicazione: reddito o compenso per aliquota. Facciamo due esempi sui valori 2026, da ricalcolare quando l'INPS comunicherà quelli 2027.

Professionista con 30.000 euro di reddito. 30.000 x 26,07% = 7.821 euro di contributi annui. Se il reddito fosse più basso, attenzione al minimale: sotto i 18.808 euro di reddito la contribuzione non scende sotto 18.808 x 26,07% = 4.903,25 euro, l'importo che l'INPS stessa indica come contributo minimo annuo per i professionisti nel 2026. Se invece il reddito supera il massimale di 122.295 euro, l'aliquota si applica solo fino a quella soglia.

Collaboratore a progetto con 20.000 euro di compenso annuo. Con l'aliquota del 35,03% (quella con DIS-COLL), i contributi complessivi sono 20.000 x 35,03% = 7.006 euro. La ripartizione prevista dalla norma porta due terzi, cioè circa 4.670,67 euro, a carico del committente e un terzo, circa 2.335,33 euro, a carico del collaboratore. Per i rapporti senza DIS-COLL (aliquota 33,72%) il totale scende a 6.744 euro.

Un caso da non sottovalutare: i compensi corrisposti entro il 12 gennaio si considerano percepiti nell'anno precedente (principio di cassa allargato dell'articolo 51 del TUIR). Se un compenso 2026 viene pagato a inizio gennaio 2027, si applicano le aliquote del 2026, non quelle che l'INPS comunicherà per il 2027.

Quando si versano i contributi

Le scadenze sono diverse per collaboratori e professionisti.

Collaboratori e figure assimilate. Il versamento è in capo al committente, con modello F24 telematico, entro il 16 del mese successivo a quello in cui il compenso è stato corrisposto. Quando il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo: i compensi corrisposti a dicembre 2026, ad esempio, si versano entro il 18 gennaio 2027, perché il 16 gennaio è sabato.

Professionisti. L'onere è interamente a carico del professionista e il versamento segue le scadenze fiscali delle imposte sui redditi (saldo dell'anno precedente e acconti dell'anno in corso), come precisa la stessa circolare INPS. Nel 2026 in pratica: saldo 2025 e primo acconto entro il 30 giugno, con il versamento telematico esteso fino al 30 luglio; secondo acconto entro il 30 novembre, al 1° dicembre se paghi con F24 telematico. Per il 2027 lo schema è lo stesso: il 30 giugno cade di mercoledì e il 30 novembre di martedì, quindi nessun differimento automatico. Il calcolo dell'acconto va fatto con le aliquote in vigore nell'anno, quindi per il 2027 con quelle che l'INPS comunicherà.

Se ti serve un quadro complessivo delle date, il calendario dei versamenti per la partita IVA ordina mese per mese gli adempimenti, mentre l'esempio di compilazione dell'F24 INPS mostra il modello in pratica.

Tre errori da evitare

Usare l'aliquota sbagliata per la propria condizione. Il 26,07% vale per il professionista senza altra copertura; il 24% per chi è già pensionato o assicurato altrove; il 33,72% o il 35,03% per i collaboratori. Applicare il numero sbagliato distorce sia gli acconti sia il saldo.

Dimenticare il minimale. Anche con un reddito basso o nullo, per chi è tenuto alla contribuzione vale il minimo: nel 2026, 4.903,25 euro per un professionista. Pianificarlo tra i costi fissi evita scoperti a fine anno.

Confondere le scadenze della Gestione Separata con quelle delle casse professionali. Artigiani, commercianti e iscritti alle casse di ordine seguono rate e scadenze diverse. Se hai cambiato gestione nel corso dell'anno, le due posizioni vanno tenute separate.

Se hai già un partita IVA, il calcolatore degli acconti ti aiuta a stimare saldo e acconti in un unico flusso, inclusa la parte contributiva.

In sintesi

Per il 2027 i contributi della Gestione Separata si possono già pianificare, ma non fissare: le aliquote 2026 (26,07% per i professionisti, 24% per pensionati e assicurati, 33,72% e 35,03% per i collaboratori) sono il riferimento più solido finché l'INPS non comunicherà quelle nuove, di norma entro i primi mesi dell'anno. Massimale e minimale vanno aggiornati nello stesso momento. Con Taxami puoi chiedere in chat come applicare questi valori al tuo caso — aliquota giusta, acconti, scadenze — e prevedere i numeri con la supervisione di un professionista quando la situazione lo richiede.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un commercialista abilitato. Il servizio è gestito dal Dott. Marco Di Sabato (ODCEC Novara n. 453/A).

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