✓ Fondato dal Dott. Marco Di Sabato, Commercialista iscritto ODCEC Novara
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2 novembre 2026

Credito IVA eccedente: quando chiedere il rimborso e i limiti veri da conoscere (2027)

Credito IVA eccedente: rimborso infrannuale col modello IVA TR, requisiti di accesso, visto e garanzia oltre 30.000 euro, compensazione in F24 e cosa cambia nel 2027.

Dott. Marco Di Sabato, ODCEC Novara n. 453/A

Contenuto generato con sistemi di intelligenza artificiale; in attesa di revisione professionale.

Chiudi la liquidazione IVA e il risultato è a credito. La prima reazione è spesso di sollievo: niente da versare. La reazione utile è un'altra domanda: che cosa ne faccio di questo credito? Lasciarlo riportare mese dopo mese va bene quando è piccolo e temporaneo, molto meno quando diventa strutturale, perché sono soldi fermi che non producono nulla. Novembre è il mese in cui la decisione diventa concreta: il termine per chiedere il rimborso infrannuale del terzo trimestre era il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cadeva di sabato), chi liquida trimestrale per opzione versa il 16 novembre e il calendario completo delle altre scadenze è nell'articolo su quando scade l'IVA.

Come nasce un credito IVA

Il credito emerge quando l'IVA detraibile sugli acquisti supera l'IVA a debito sulle vendite del periodo. Le cause tipiche sono ricorrenti:

  • investimenti e acquisti concentrati: macchinari, ristrutturazioni, scorte caricate in un solo mese;
  • operazioni non imponibili per export: vendi all'estero senza applicare l'IVA italiana, ma sui costi italiani l'IVA la paghi e la detrai;
  • split payment con le pubbliche amministrazioni: la PA non ti paga l'IVA e la versa direttamente all'Erario, quindi la tua liquidazione resta sistematicamente a credito;
  • aliquote sugli acquisti più alte di quelle sulle vendite, tipico di chi vende con aliquote ridotte e acquista al 22%.

Se non fai nulla, il credito si riporta alla liquidazione successiva e si scomputa dall'IVA a debito. È il meccanismo ordinario, e per un credito di poche centinaia di euro destinato a riassorbirsi in un mese o due è anche la scelta giusta: non ha senso aprire pratiche per importi minimi. Il tema è un altro: il credito che non si riassorbe, quello che a fine anno è ancora lì. In quel caso le opzioni sono tre, e una si decide in dichiarazione.

Le tre strade: riporto, compensazione, rimborso

  1. Riporto in avanti: il credito finisce nella liquidazione successiva (o nell'anno successivo). Costo zero, ma liquidità ferma.
  2. Compensazione in F24: usi il credito per pagare altri tributi o contributi, con modello F24 telematico. Ha regole precise su quando il credito diventa utilizzabile.
  3. Rimborso: chiedi all'Agenzia delle Entrate di restituirtelo. Due porte: il rimborso infrannuale durante l'anno (modello IVA TR) e il rimborso annuale in dichiarazione.

Rimborso infrannuale: modello IVA TR, a chi spetta e con quali limiti

Il rimborso infrannuale non è per tutti: lo prevede l'articolo 38-bis, comma 2, del DPR 633/1972 solo in casi precisi. Può chiederlo chi:

  • opera esclusivamente o prevalentemente con aliquote sulle vendite inferiori a quelle sugli acquisti, contando anche le operazioni in reverse charge e in split payment;
  • effettua operazioni non imponibili (esportazioni, operazioni assimilate, servizi internazionali: articoli 8, 8-bis e 9) per oltre il 25% dell'ammontare complessivo delle operazioni;
  • acquista o importa beni ammortizzabili per oltre i due terzi del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili; in questo caso il rimborso è limitato all'IVA pagata su quei beni;
  • effettua verso soggetti passivi non stabiliti in Italia lavorazioni su beni mobili, trasporti di beni, servizi accessori ai trasporti e relative intermediazioni, o i servizi dell'articolo 19, comma 3, lettera a-bis), per oltre il 50% di tutte le operazioni;
  • è un non residente identificato direttamente in Italia o tramite rappresentante fiscale.

Serve inoltre un credito del trimestre superiore a 2.582,28 euro. Attenzione a un equivoco frequente: le percentuali (25%, due terzi, 50%) sono le condizioni per accedere al rimborso, non un tetto all'importo rimborsabile. Un limite d'importo esiste solo per chi chiede il rimborso per acquisti di beni ammortizzabili: si recupera l'IVA pagata su quei beni, non di più.

Secondo le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, l'istanza telematica (modello IVA TR) va presentata entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre, differito al primo giorno feriale se cade di sabato o festivo. Per il terzo trimestre 2026 il 31 ottobre cadeva di sabato, quindi il termine era 2 novembre 2026. Perdere la scadenza non brucia il credito: confluisce nelle liquidazioni successive e, a fine anno, nella dichiarazione annuale.

Se invece del rimborso preferisci compensare, il credito trimestrale si usa in F24 solo dopo aver presentato il modello IVA TR. Oltre 5.000 euro annui la compensazione parte dal decimo giorno successivo alla presentazione dell'istanza, e l'istanza deve avere il visto di conformità.

Credito annuale: la decisione si prende in dichiarazione

Il punto di sintesi è la dichiarazione IVA annuale (per l'anno 2026 si presenta fra il 1° febbraio e il 30 aprile 2027). Lì scegli fra rimborso e riporto, ma il rimborso annuale spetta solo in casi precisi: gli stessi presupposti visti sopra (per i beni ammortizzabili senza la soglia dei due terzi e con il limite dell'IVA su quei beni), la prevalenza di operazioni non soggette per territorialità, un credito presente anche nelle dichiarazioni dei due anni precedenti (nel limite dell'importo minore) o la cessazione dell'attività. In compensazione, oltre 5.000 euro annui, il credito annuale si usa dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione.

Le regole principali (articolo 38-bis del DPR 633/1972 e articolo 17 del decreto legislativo 241/1997):

  • fino a 30.000 euro il rimborso si ottiene senza garanzia e senza visto di conformità;
  • oltre 30.000 euro servono il visto di conformità (o la sottoscrizione dell'organo di controllo) e una dichiarazione sostitutiva di atto notorio sulla tenuta del patrimonio e sulla regolarità dei contributi. La garanzia (cauzione in titoli di Stato, fideiussione bancaria o polizza fideiussoria) è richiesta invece a chi esercita l'impresa da meno di due anni (start-up innovative escluse), a chi ha ricevuto nei due anni precedenti accertamenti con scostamenti oltre le soglie di legge, a chi chiede il rimborso senza visto o senza dichiarazione sostitutiva e a chi chiede il rimborso dell'eccedenza risultante alla cessazione dell'attività. Dura tre anni dall'esecuzione del rimborso, o il minor periodo che manca alla decadenza dell'accertamento;
  • per usare il credito in compensazione orizzontale (verso altri tributi e contributi) oltre 5.000 euro annui serve il visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito; i contribuenti con un buon punteggio ISA possono esserne esonerati fino a 70.000 euro annui, secondo il livello di affidabilità raggiunto;
  • il credito annuale va compensato entro la data di presentazione della dichiarazione successiva; quello che resta non si perde, ma passa nella dichiarazione dell'anno dopo;
  • in F24 vale il limite complessivo annuo di 2 milioni di euro di crediti compensabili (articolo 34 della legge 388/2000, limite elevato dal 2022); e chi ha imposte erariali iscritte a ruolo, o carichi affidati alla riscossione per atti dell'Agenzia delle Entrate, per oltre 50.000 euro, scaduti e non sospesi né rateizzati, non può compensare finché non regolarizza.

Infine i tempi: l'Agenzia eroga dopo le sue verifiche, e un'istanza incompleta o con documentazione mancante allunga tutto. La parte che dipende da te è presentare la domanda con i numeri che tornano: se hai il sospetto che il tuo credito nasca da una registrazione sbagliata, prima di chiedere il rimborso controlla come si calcola l'IVA da versare. Un rimborso sbagliato si trasforma in un accertamento.

Un esempio concreto

Un'impresa che esporta beni chiude il terzo trimestre con IVA a debito per 12.100 euro (vendite in Italia per 55.000 euro al 22%) e IVA detraibile per 30.600 euro: credito di 18.500 euro. Le operazioni totali del trimestre sono 95.000 euro, di cui 40.000 di cessioni all'esportazione non imponibili: il 42,1% supera la soglia del 25%, quindi il rimborso infrannuale è ammesso. Il credito supera 2.582,28 euro e resta sotto 30.000: si chiede con il modello IVA TR senza visto di conformità né garanzia. Se il credito fosse stato di 35.000 euro, sarebbero serviti il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, oppure, in alternativa, la garanzia.

La stessa logica la ritrovi nella gestione della liquidazione trimestrale, dove si vede come il credito entra nelle liquidazioni periodiche.

Cosa cambia nel 2027: il testo unico IVA

Dal 2027 entrano in applicazione i nuovi testi unici: quello dell'IVA (decreto legislativo 19 gennaio 2026, n. 10), quello dei versamenti e della riscossione (decreto legislativo 33/2025) e quello degli adempimenti e dell'accertamento (decreto legislativo 141/2026). Cambiano i riferimenti: gli articoli che conosciamo, come il 38-bis, vengono ricodificati. Per la compensazione il testo unico dei versamenti conferma le regole attuali: soglia di 5.000 euro, decimo giorno, visto di conformità, limite annuo di 2 milioni, blocco con debiti a ruolo oltre 50.000 euro. Per i rimborsi IVA, invece, le regole vanno verificate sul nuovo testo prima di presentare richieste nel 2027.

In sintesi

  • Un credito IVA piccolo e temporaneo si riporta: è il meccanismo ordinario e spesso la scelta più efficiente.
  • Il rimborso infrannuale (modello IVA TR) è riservato a categorie precise, richiede un credito trimestrale superiore a 2.582,28 euro e si chiede entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre; le percentuali sono requisiti di accesso, non tetti al rimborso.
  • Il credito annuale si decide in dichiarazione: rimborso nei casi previsti (senza garanzia né visto fino a 30.000 euro), compensazione (visto di conformità oltre 5.000 euro annui) o riporto, da compensare entro la presentazione della dichiarazione successiva.
  • Dal 2027 cambiano i testi di riferimento (testi unici dell'IVA, dei versamenti e degli adempimenti): le regole sui rimborsi vanno riverificate sul nuovo testo prima di applicarle.

Se vuoi capire dove finisce davvero l'IVA che incassi, la guida IVA per freelance ricostruisce il percorso completo, dal corrispettivo alla liquidazione. E se il tuo credito è diventato strutturale, in chat su TaxAmi puoi verificare sul tuo caso specifico quale delle tre strade conviene, senza preventivi e senza impegno.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un commercialista abilitato. Il servizio è gestito dal Dott. Marco Di Sabato (ODCEC Novara n. 453/A).

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