✓ Fondato dal Dott. Marco Di Sabato, Commercialista iscritto ODCEC Novara
← Torna al blog

2 novembre 2026

Saldo IMU 2026: come si calcola il 16 dicembre

Il saldo IMU si paga entro il 16 dicembre con le aliquote pubblicate dal comune: come si calcola il conguaglio, chi è esente e i codici tributo per l'F24.

Dott. Marco Di Sabato, ODCEC Novara n. 453/A

Contenuto redatto con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e sottoposto a revisione del Dott. Marco Di Sabato (ODCEC Novara n. 453/A).

L'IMU si paga in due rate. A giugno si versa l'acconto, a dicembre il saldo. Il saldo però non è semplicemente la seconda metà: è un conguaglio, calcolato sulle aliquote che il comune ha deliberato per l'anno in corso. Se il comune le ha cambiate, la rata di dicembre può essere diversa da quella di giugno.

Nel 2026 la scadenza è mercoledì 16 dicembre.

Acconto e saldo: come funzionano le due rate

La regola sta nella legge 160/2019 (art. 1, comma 762).

  • Acconto, 16 giugno: è l'imposta dovuta per il primo semestre, calcolata con le aliquote e le detrazioni dell'anno precedente. Se possiedi l'immobile tutto l'anno, è la metà dell'imposta annua.
  • Saldo, 16 dicembre: è l'imposta dell'intero anno, calcolata con le aliquote del prospetto pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze alla data del 28 ottobre, meno quanto hai già versato a giugno.

Si può anche pagare tutto in un'unica soluzione entro il 16 giugno.

Il comune deve inserire il prospetto delle aliquote nel Portale del federalismo fiscale entro il 14 ottobre, perché sia pubblicato entro il 28 (comma 767). Prima di calcolare il saldo, quindi, conviene controllare le aliquote del tuo comune per il 2026 sul sito del Dipartimento delle Finanze, non quelle dell'anno scorso.

Chi non paga: l'abitazione principale

L'abitazione principale non paga l'IMU: è l'immobile, accatastato come unica unità immobiliare, che possiedi e in cui hai la residenza anagrafica e la dimora abituale (commi 740 e 741). Restano esenti anche le pertinenze, al massimo una per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7: per esempio una cantina e un box (comma 741).

L'esenzione non vale per le abitazioni di lusso, accatastate in A/1, A/8 e A/9. Per queste si applica un'aliquota di base dello 0,5%, che il comune può modificare, e una detrazione di 200 euro (commi 748 e 749).

Pagano invece, di regola, seconde case, immobili concessi in affitto, negozi, uffici, capannoni, aree fabbricabili e terreni agricoli, salvo le esenzioni previste per esempio per coltivatori diretti e IAP o nei comuni montani (comma 758).

Come si calcola il saldo

Per un fabbricato il calcolo parte dalla rendita catastale, che trovi nella visura.

  1. Base imponibile: rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per il coefficiente della categoria catastale. Per le abitazioni (categoria A, escluso A/10) e per cantine, box e tettoie (C/2, C/6, C/7) il coefficiente è 160 (comma 745).
  2. Imposta annua: base imponibile per l'aliquota deliberata dal comune per il 2026.
  3. Quota e mesi di possesso: l'imposta si riduce in proporzione alla tua quota di possesso e ai mesi in cui hai posseduto l'immobile. Il mese conta per intero se il possesso è durato più della metà dei giorni (comma 761).
  4. Saldo: imposta annua meno l'acconto versato a giugno.

Un esempio. Hai una seconda casa in A/2 con una rendita catastale di 1.000 euro, posseduta per tutto l'anno.

  • Base imponibile: 1.000 × 1,05 × 160 = 168.000 euro.
  • Se il comune applica l'1,06% sia nel 2025 sia nel 2026, l'imposta annua è di 1.780,80 euro. A giugno hai pagato 890,40 euro e a dicembre paghi gli altri 890,40.
  • Se invece nel 2025 l'aliquota era dello 0,96% e per il 2026 il comune l'ha portata all'1,06%, a giugno hai pagato 806,40 euro (168.000 × 0,96% = 1.612,80 euro, diviso 2). Il saldo diventa 1.780,80 − 806,40 = 974,40 euro.

Le aliquote dell'esempio servono solo a mostrare il meccanismo: quella giusta è nella delibera del tuo comune.

Come si paga: F24 e codici tributo

Il saldo si versa di solito con il modello F24 (sono ammessi anche il bollettino postale e pagoPA), nella sezione «IMU e altri tributi locali», indicando il codice catastale del comune in cui si trova l'immobile. Per maggiori dettagli sulla compilazione puoi leggere la guida all'F24.

I codici tributo principali (risoluzioni 35/E/2012, 33/E/2013 e 29/E/2020 dell'Agenzia delle Entrate):

| Codice | Immobile | |---|---| | 3912 | Abitazione principale e pertinenze (solo A/1, A/8 e A/9) | | 3914 | Terreni | | 3916 | Aree fabbricabili | | 3918 | Altri fabbricati | | 3925 | Fabbricati del gruppo D, quota Stato | | 3930 | Fabbricati del gruppo D, quota Comune |

Nell'F24 indica anche l'anno di riferimento (2026) e barra la casella «Saldo». Se hai sbagliato un codice o un anno in un F24 già pagato, qui spiego come chiedere la correzione.

Se paghi in ritardo

Se il 16 dicembre passa senza versamento, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: versi l'imposta, gli interessi e una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima intervieni. Come funziona lo trovi nella guida al ravvedimento operoso.

Per le altre scadenze di fine anno, compreso il secondo acconto delle imposte del 30 novembre, c'è il calendario delle scadenze fiscali 2026.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per situazioni specifiche, rivolgiti a un commercialista abilitato. Il servizio è gestito dal Dott. Marco Di Sabato (ODCEC Novara n. 453/A).

Ricevi il promemoria delle scadenze via email

30 giugno e 30 novembre, direttamente nella tua casella.

Inviando accetti la nostra Privacy Policy. Ti invieremo solo questa email e (se acconsenti) aggiornamenti saltuari.

Hai domande su questo argomento?

Chiedi direttamente al consulente AI di Taxami: risposta in pochi secondi.

Fai una domanda →