Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica 2026
Sezioni, codici tributo, compensazione, F24 telematico e calendario scadenze: la guida pratica per non sbagliare.
Aggiornata a maggio 2026 · A cura dello Studio Di Sabato e Partners
1. Cos'è il modello F24 e a cosa serve
Il modello F24 è il modulo unificato per il pagamento di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi. È lo strumento principale con cui ogni titolare di Partita IVA versa le tasse allo Stato.
Con l'F24 si pagano: - Imposte sui redditi (IRPEF, imposta sostitutiva forfettari) - IVA (per chi è in regime ordinario) - Contributi INPS (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti) - Addizionali regionali e comunali IRPEF - IRAP - IMU e TASI - Diritto annuale Camera di Commercio - Imposta di bollo sulle fatture elettroniche - Sanzioni e interessi da ravvedimento operoso
Il modello F24 è composto da diverse sezioni, ognuna dedicata a una tipologia di tributo. Non tutte le sezioni vanno compilate: si compila solo quella relativa al pagamento da effettuare.
F24 ordinario vs F24 semplificato: L'F24 semplificato riunisce le sezioni in un unico riquadro ed è utilizzabile per i pagamenti più comuni (imposte, addizionali, IMU). L'F24 ordinario ha sezioni separate ed è necessario per pagamenti più complessi o per la compensazione.
2. Le sezioni del modello F24
Il modello F24 ordinario si compone di diverse sezioni. Ecco le principali:
Sezione Erario: Per il versamento di imposte erariali: IRPEF, imposta sostitutiva forfettari, IVA, ritenute d'acconto, imposta di registro. Richiede: codice tributo, anno di riferimento, importo a debito (o a credito se in compensazione).
Sezione INPS: Per i contributi previdenziali. Richiede: codice sede INPS, causale contributo, matricola INPS/codice INPS, periodo di riferimento (da - a), importo a debito.
Sezione Regioni: Per le addizionali regionali IRPEF. Richiede: codice regione, codice tributo, anno di riferimento, importo.
Sezione IMU e altri tributi locali: Per IMU, TASI, TARI e altri tributi comunali. Richiede: codice ente/codice catastale del comune, numero immobili, anno di riferimento, importo.
Sezione INAIL: Per i premi assicurativi contro gli infortuni sul lavoro. Non riguarda la maggior parte dei forfettari.
Sezione Identificativi: Per tributi che richiedono un codice identificativo aggiuntivo (es. contratti di locazione, atti giudiziari).
3. Codici tributo principali per forfettari
Ecco i codici tributo che un contribuente in regime forfettario usa più frequentemente:
Imposta sostitutiva forfettari (sezione Erario): - 1790 - Acconto prima rata imposta sostitutiva (da versare entro il 30 giugno) - 1791 - Acconto seconda rata o unica imposta sostitutiva (da versare entro il 30 novembre) - 1792 - Saldo imposta sostitutiva (da versare entro il 30 giugno dell'anno successivo)
Contributi INPS Gestione Separata (sezione INPS): - PXX - I codici per la Gestione Separata iniziano con P e variano in base al tipo di versamento (acconto, saldo). Il codice esatto viene indicato nel modello di pagamento generato dal cassetto previdenziale INPS. - Causale contributo: PXX (generata automaticamente dal sistema)
Contributi INPS Artigiani/Commercianti (sezione INPS): - Causali generate automaticamente dal cassetto previdenziale - I versamenti trimestrali fissi usano codici specifici della propria posizione INPS
Imposta di bollo fatture elettroniche (sezione Erario): - 2501 - Bollo su fatture elettroniche - primo trimestre - 2502 - Bollo su fatture elettroniche - secondo trimestre - 2503 - Bollo su fatture elettroniche - terzo trimestre - 2504 - Bollo su fatture elettroniche - quarto trimestre
Diritto camerale CCIAA (sezione IMU e altri tributi locali): - 3850 - Diritto annuale Camera di Commercio
4. La compensazione: usare i crediti per ridurre i debiti
La compensazione consente di utilizzare crediti fiscali o contributivi per ridurre l'importo da versare. È uno degli aspetti più utili del modello F24.
Compensazione orizzontale: Permette di usare crediti di un tributo per pagare debiti di un tributo diverso. Ad esempio: usare un credito IRPEF per pagare i contributi INPS.
Compensazione verticale: Permette di usare crediti dello stesso tributo per ridurre debiti futuri. Ad esempio: un credito di imposta sostitutiva 2025 per ridurre l'acconto 2026.
Limiti alla compensazione: - Compensazione orizzontale fino a €2.000.000 annui (limite generale) - Per crediti superiori a €5.000: obbligo di preventivo visto di conformita da parte di un professionista abilitato (commercialista o CAF) - La compensazione orizzontale dei crediti INPS e IVA è soggetta a regole specifiche
Come si fa: Nel modello F24 si compilano sia la colonna "importi a debito versati" che la colonna "importi a credito compensati". Il saldo finale è la differenza. Se il saldo è zero, l'F24 va comunque presentato telematicamente (cosiddetto "F24 a zero").
Esempio pratico: Devi versare €3.000 di imposta sostitutiva (cod. 1792) ma hai un credito INPS di €800: - Riga 1: cod. tributo 1792, importo a debito €3.000 - Riga 2: credito INPS, importo a credito €800 - Saldo da versare: €2.200
5. F24 telematico: obbligo e modalità di pagamento
Dal 2014, tutti i titolari di Partita IVA hanno l'obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica. Non è possibile pagare l'F24 in formato cartaceo allo sportello bancario o postale.
Modalità di pagamento telematico:
1. Fisconline / Desktop Telematico (Agenzia Entrate): - Accesso con SPID, CIE o CNS - Servizio gratuito - Addebito sul conto corrente bancario o postale - Obbligatorio per gli F24 a zero (interamente compensati)
2. Home banking della propria banca: - La maggior parte delle banche offre la funzione F24 nell'area riservata - Addebito diretto sul conto corrente - Comodo perché non serve accedere a Fisconline - Alcune banche non consentono F24 con compensazione complessa
3. Intermediario abilitato (commercialista): - Il commercialista può inviare l'F24 per conto del cliente tramite Entratel - Soluzione comoda se hai già un professionista che gestisce la tua contabilità
F24 a zero (tutto compensato): Se l'importo da versare è zero grazie alla compensazione, l'F24 deve comunque essere presentato telematicamente tramite Fisconline o Entratel (non tramite home banking). La mancata presentazione dell'F24 a zero comporta una sanzione di €100 (riducibile con ravvedimento).
6. Calendario scadenze F24 per forfettari 2026
Ecco le principali scadenze di versamento tramite F24 per un contribuente in regime forfettario:
Scadenze principali 2026:
16 febbraio - Quarta rata contributi fissi artigiani/commercianti (trimestre ottobre-dicembre 2025)
16 marzo - Versamento bollo fatture elettroniche quarto trimestre 2025 (se superiore a €5.000 annui)
16 maggio - Prima rata contributi fissi artigiani/commercianti (trimestre gennaio-marzo 2026)
31 maggio - Versamento bollo fatture elettroniche primo trimestre 2026
30 giugno - Saldo imposta sostitutiva 2025 (cod. 1792) + primo acconto imposta sostitutiva 2026 (cod. 1790) + saldo e primo acconto contributi INPS
20 agosto - Seconda rata contributi fissi artigiani/commercianti (trimestre aprile-giugno 2026)
30 settembre - Versamento bollo fatture elettroniche secondo trimestre 2026
16 novembre - Terza rata contributi fissi artigiani/commercianti (trimestre luglio-settembre 2026)
30 novembre - Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 (cod. 1791) + secondo acconto contributi INPS. Questo versamento non è rateizzabile.
Nota sulla rateizzazione: il saldo e il primo acconto di giugno possono essere rateizzati in un massimo di 6 rate mensili con interesse dello 0,33% mensile. Le rate scadono il 16 di ogni mese successivo.
Consiglio: programma i versamenti in anticipo e metti da parte ogni mese circa il 25-30% del fatturato per coprire imposte e contributi. Non arrivare a giugno senza liquidità.
Guide correlate
F24 precompilati con Taxami
Con Taxami i tuoi F24 vengono generati automaticamente con i codici tributo corretti e gli importi calcolati. Mai più errori di compilazione.
Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o professionale ai sensi del DPR 137/2012. Per decisioni fiscali specifiche, rivolgersi a un professionista abilitato.