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Contributi INPS Forfettario 2026: Quanto Pago e Quando

Gestione Separata, Artigiani, Commercianti: aliquote, scadenze, riduzione 35% e un esempio pratico con €40.000 di fatturato.

Aggiornata a maggio 2026 · A cura dello Studio Di Sabato e Partners

1. Quale gestione INPS per il forfettario

I contributi previdenziali INPS sono obbligatori per tutti i forfettari. La gestione a cui sei iscritto dipende dal tipo di attività svolta, non dal regime fiscale scelto.

Gestione Separata INPS: - Per i professionisti senza cassa propria (consulenti, informatici, formatori, copywriter, designer, ecc.) - Nessun contributo fisso minimo: paghi solo in percentuale sul reddito - Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile

Gestione Artigiani: - Per chi svolge attività artigianale (idraulici, elettricisti, falegnami, parrucchieri, estetiste, ecc.) - Prevede un contributo fisso annuale + una parte variabile oltre una certa soglia di reddito - Possibilità di riduzione del 35% per i forfettari

Gestione Commercianti: - Per chi svolge attività commerciale (negozi, e-commerce, agenti di commercio, ecc.) - Struttura simile agli artigiani: contributo fisso + variabile - Stessa possibilità di riduzione del 35%

Casse professionali: - Per le professioni regolamentate (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, medici, ecc.) - Ogni Cassa ha regole proprie, indipendenti dall'INPS - Generalmente non si applica la riduzione forfettaria

2. Gestione Separata: aliquota e calcolo 2026

La Gestione Separata è la più semplice da comprendere: non ci sono contributi fissi minimi, paghi esclusivamente in proporzione al reddito effettivo.

Aliquota 2026: 26,07% Questa aliquota si applica ai professionisti non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e non pensionati. Per chi ha già un'altra copertura previdenziale (es. dipendenti con P.IVA), l'aliquota è ridotta al 24%.

Base di calcolo: Il contributo si calcola sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività), non sui ricavi lordi.

Esempio con €40.000 di fatturato, coefficiente 78%: 1. Reddito imponibile: €40.000 x 78% = €31.200 2. Contributi INPS: €31.200 x 26,07% = €8.133,84 3. Questi contributi sono poi deducibili dal reddito per calcolare l'imposta sostitutiva

Massimale 2026: Il reddito massimo su cui si versano i contributi alla Gestione Separata è di circa €120.607 (aggiornato annualmente dall'INPS). Oltre questa soglia non si versano ulteriori contributi.

Nessun minimale: Se il reddito è zero o molto basso, i contributi sono proporzionalmente bassi. Ma attenzione: contributi troppo bassi significano mesi contributivi non interamente accreditati ai fini pensionistici.

3. Artigiani e Commercianti: contributi fissi e variabili

Per artigiani e commercianti il sistema è più complesso perché prevede una parte fissa (da versare comunque, anche con reddito zero) e una parte variabile.

Contributo fisso annuale 2026 (valori indicativi): - Artigiani: circa €4.200/anno (circa €1.050 a trimestre) - Commercianti: circa €4.300/anno (circa €1.075 a trimestre)

Questi importi coprono un reddito fino alla prima fascia (circa €18.415 per il 2026). Sul reddito che eccede questa soglia si applica un'aliquota aggiuntiva.

Aliquota aggiuntiva oltre il minimale: - Artigiani: circa 24% sulla parte eccedente - Commercianti: circa 24,48% sulla parte eccedente

Massimale di reddito: Il massimale oltre il quale non si versano ulteriori contributi è di circa €55.008 (primo scaglione) per gli iscritti prima del 1996, e circa €120.607 per gli iscritti dal 1996 in poi.

Importante: il contributo fisso si paga in 4 rate trimestrali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio), mentre i contributi variabili (eccedenza) si pagano con le stesse scadenze dell'imposta sostitutiva (saldo + 2 acconti).

4. Riduzione del 35%: come funziona e chi ne ha diritto

I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali. Questa agevolazione è prevista dalla Legge 190/2014 (comma 77).

Chi può richiederla: - Solo i titolari di Partita IVA in regime forfettario - Iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS - NON si applica alla Gestione Separata - NON si applica alle casse professionali

Cosa si riduce: La riduzione del 35% si applica sia al contributo fisso che a quello variabile.

Esempio pratico - Artigiano forfettario con €40.000 di fatturato, coefficiente 67%:

Senza riduzione: - Contributo fisso: circa €4.200 - Reddito imponibile: €40.000 x 67% = €26.800 - Contributo variabile su eccedenza (€26.800 - €18.415) x 24% = circa €2.012 - Totale: circa €6.212

Con riduzione 35%: - Contributo fisso: €4.200 x 65% = circa €2.730 - Contributo variabile: €2.012 x 65% = circa €1.308 - Totale: circa €4.038 - Risparmio annuo: circa €2.174

Come richiederla: La domanda si presenta all'INPS tramite il servizio online "Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti", selezionando "Domanda di adesione al regime agevolato forfettario". Va presentata entro il 28 febbraio dell'anno per cui si chiede la riduzione (oppure entro 30 giorni dall'avvio attività per le nuove aperture).

Attenzione: la riduzione comporta un minor accredito contributivo ai fini pensionistici. I mesi vengono accreditati in proporzione ai contributi versati.

5. Scadenze di versamento 2026

Le scadenze per i contributi INPS variano a seconda della gestione previdenziale.

Gestione Separata - Scadenze 2026: - 30 giugno 2026: saldo contributi 2025 + primo acconto 2026 (40% dell'importo) - 30 novembre 2026: secondo acconto 2026 (60% dell'importo) - 30 giugno 2027: saldo contributi 2026

Il calcolo degli acconti si basa sul reddito dell'anno precedente. Se è il primo anno di attività, non ci sono acconti da versare (si paga tutto a saldo l'anno successivo).

Artigiani e Commercianti - Scadenze 2026:

Rate fisse trimestrali: - 16 maggio 2026: prima rata - 20 agosto 2026: seconda rata - 16 novembre 2026: terza rata - 16 febbraio 2027: quarta rata

Contributi variabili (eccedenza minimale): - 30 giugno 2026: saldo 2025 + primo acconto 2026 - 30 novembre 2026: secondo acconto 2026

Rateizzazione: il saldo e il primo acconto di giugno possono essere rateizzati in rate mensili (con interessi dello 0,33% mensile). Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile.

Come si paga: tutti i contributi INPS si versano tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici della propria gestione.

6. Esempio completo: quanto pago con €40.000 di fatturato

Vediamo un esempio pratico completo per un professionista in Gestione Separata con €40.000 di fatturato annuo e coefficiente di redditività del 78%.

Dati di partenza: - Fatturato annuo: €40.000 - Coefficiente di redditività: 78% (attività professionali) - Aliquota INPS Gestione Separata: 26,07% - Aliquota imposta sostitutiva: 15% - Anni di attività: oltre 5 (no agevolazione startup)

Calcolo passo per passo:

1. Reddito imponibile forfettario: €40.000 x 78% = €31.200

2. Contributi INPS annui: €31.200 x 26,07% = €8.133,84

3. Base imponibile per imposta sostitutiva: €31.200 - €8.133,84 = €23.066,16

4. Imposta sostitutiva 15%: €23.066,16 x 15% = €3.459,92

Riepilogo annuo: - Contributi INPS: €8.133,84 - Imposta sostitutiva: €3.459,92 - Totale tasse e contributi: €11.593,76 - Percentuale effettiva sul fatturato: 28,98% - Netto in tasca: circa €28.406

Se lo stesso professionista fosse nei primi 5 anni di attività (aliquota 5%), l'imposta sostitutiva scenderebbe a €1.153,31, per un totale di €9.287,15 (23,2% del fatturato).

Nota: questo esempio non considera eventuali detrazioni personali perse scegliendo il forfettario (spese mediche, interessi mutuo, ecc.), che andrebbero valutate nel confronto con il regime ordinario.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o professionale ai sensi del DPR 137/2012. Per decisioni fiscali specifiche, rivolgersi a un professionista abilitato.