Spese Deducibili e Detraibili nel Regime Forfettario 2026
Coefficiente di redditività, contributi INPS deducibili e spese NON deducibili: tutto quello che devi sapere per non avere sorprese.
Aggiornata a maggio 2026 · A cura dello Studio Di Sabato e Partners
1. Come funziona la deduzione dei costi nel forfettario
Il regime forfettario ha un meccanismo di calcolo del reddito completamente diverso dal regime ordinario. Questo è il punto che genera più confusione tra i contribuenti.
Nel regime ordinario: reddito = ricavi - costi effettivi documentati. Ogni fattura di acquisto, ogni spesa inerente all'attività riduce il reddito imponibile.
Nel regime forfettario: reddito = ricavi x coefficiente di redditività. I costi effettivi sostenuti non rilevano ai fini del calcolo del reddito. Il Fisco presume che tu abbia costi pari alla differenza tra i ricavi e la quota determinata dal coefficiente.
Questo significa che se sei un consulente con coefficiente 78% e fatturi €50.000, il tuo reddito imponibile sarà €39.000 (50.000 x 78%) indipendentemente dal fatto che tu abbia speso €2.000 o €20.000 in costi reali per la tua attività.
2. I coefficienti di redditività: la "deduzione forfettaria"
Il coefficiente di redditività rappresenta la percentuale di ricavi che il Fisco considera reddito imponibile. La parte restante è la tua deduzione forfettaria implicita.
Esempi pratici:
Un professionista (coefficiente 78%) con €60.000 di ricavi: - Reddito imponibile: €60.000 x 78% = €46.800 - Costi "forfettari" riconosciuti: €60.000 x 22% = €13.200 - Se i costi reali sono €8.000 il forfettario conviene - Se i costi reali sono €25.000 potrebbe convenire l'ordinario
Un commerciante (coefficiente 40%) con €60.000 di ricavi: - Reddito imponibile: €60.000 x 40% = €24.000 - Costi "forfettari" riconosciuti: €60.000 x 60% = €36.000 - Il coefficiente 40% è molto vantaggioso perché il Fisco riconosce il 60% dei ricavi come costi
I principali coefficienti: - 40% - Commercio, alloggio, ristorazione, alimentari - 54% - Commercio ambulante non alimentare - 62% - Intermediari del commercio - 67% - Altre attività economiche (es. informatica, servizi) - 78% - Attività professionali, scientifiche, tecniche - 86% - Costruzioni e attività immobiliari
3. Contributi INPS: l'unica vera deduzione
Nel regime forfettario esiste una sola deduzione analitica effettiva: i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno.
I contributi INPS si sottraggono dal reddito determinato forfettariamente prima di applicare l'imposta sostitutiva del 15% (o 5%).
Calcolo completo con esempio: Professionista in Gestione Separata, coefficiente 78%, ricavi €50.000:
1. Reddito forfettario: €50.000 x 78% = €39.000 2. Contributi INPS versati nell'anno: €9.450 (ipotesi: acconti + saldo anno precedente) 3. Base imponibile: €39.000 - €9.450 = €29.550 4. Imposta sostitutiva 15%: €29.550 x 15% = €4.432,50
Quali contributi si deducono: - Contributi INPS Gestione Separata (acconti e saldo) - Contributi fissi e variabili Artigiani/Commercianti - Contributi a casse professionali obbligatorie (Cassa Forense, Inarcassa, CNPADC, ecc.) - Contributi versati per collaboratori familiari iscritti all'impresa
Non si deducono: - Contributi volontari facoltativi - Contributi versati per familiari a carico (questi sono detraibili in dichiarazione redditi come onere personale)
4. Spese NON deducibili nel forfettario (e perché)
Questa è la parte che sorprende molti forfettari: la maggior parte delle spese che normalmente si deducono nel regime ordinario non sono deducibili nel forfettario.
Spese che NON riducono il reddito forfettario: - Acquisto di attrezzature, computer, software - Affitto dello studio o ufficio - Utenze (telefono, internet, luce, gas) - Spese di viaggio e trasferta - Formazione e corsi professionali - Assicurazioni professionali - Compensi a collaboratori - Pubblicità e marketing - Carburante e manutenzione auto - Cancelleria e materiali di consumo
Perché non si deducono? Perché il legislatore ha già tenuto conto di tutte queste spese nel coefficiente di redditività. Se hai un coefficiente del 78%, il Fisco sta dicendo: "presumiamo che il 22% dei tuoi ricavi serva a coprire i costi." Non importa quanto spendi effettivamente.
Eccezione importante: le spese personali che danno diritto a detrazioni IRPEF (spese mediche, interessi mutuo prima casa, spese di istruzione, ecc.) non sono utilizzabili nel forfettario perché l'imposta sostitutiva sostituisce l'IRPEF. Queste detrazioni si "perdono" scegliendo il forfettario.
5. Quando conviene l'ordinario per dedurre i costi
Il regime ordinario diventa più conveniente quando i costi effettivi superano significativamente la quota forfettaria implicita.
Regola pratica: confronta i tuoi costi reali con la quota non tassata dal coefficiente.
Esempio - Consulente IT (coefficiente 67%), ricavi €70.000:
Scenario forfettario: - Reddito: €70.000 x 67% = €46.900 - Meno contributi INPS (€11.200): €35.700 - Imposta sostitutiva 15%: €5.355
Scenario ordinario con €30.000 di costi reali: - Reddito: €70.000 - €30.000 - €11.200 = €28.800 - IRPEF + addizionali (circa 27% medio): €7.776 - Ma recuperi IVA sugli acquisti
In questo caso il forfettario conviene ancora. Ma se i costi fossero €40.000, il reddito ordinario scenderebbe a €18.800 e l'IRPEF a circa €4.324, rendendo l'ordinario più vantaggioso.
Fattori da considerare oltre le imposte: - Nel forfettario non deduci le spese personali (detrazioni IRPEF perse) - Nel forfettario non applichi IVA: vantaggio competitivo sui clienti privati, ma non recuperi l'IVA sugli acquisti - L'ordinario richiede una contabilità più complessa e costosa - Nel forfettario sei esente da ISA (ex Studi di Settore) e IRAP
6. Casi pratici: chi risparmia col forfettario
Caso 1 - Freelance sviluppatore web Ricavi: €50.000 | Coefficiente: 67% | Costi reali: €5.000 (computer, hosting, software) - Reddito forfettario: €33.500 | Costi riconosciuti: €16.500 vs €5.000 reali - Il forfettario conviene nettamente (il Fisco ti riconosce più costi di quelli effettivi)
Caso 2 - Commerciante online Ricavi: €80.000 | Coefficiente: 40% | Costi reali: €45.000 (merce, magazzino, spedizioni) - Reddito forfettario: €32.000 | Costi riconosciuti: €48.000 vs €45.000 reali - Il forfettario conviene di poco (siamo vicini al break-even)
Caso 3 - Architetto con studio Ricavi: €65.000 | Coefficiente: 78% | Costi reali: €22.000 (affitto, collaboratori, software) - Reddito forfettario: €50.700 | Costi riconosciuti: €14.300 vs €22.000 reali - Potrebbe convenire l'ordinario (i costi reali superano quelli riconosciuti)
Caso 4 - Content creator Ricavi: €35.000 | Coefficiente: 67% | Costi reali: €3.000 (attrezzatura, abbonamenti) - Reddito forfettario: €23.450 | Con aliquota startup 5%: imposta di circa €900 - Il forfettario è imbattibile (pochissimi costi reali + aliquota ridotta)
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