ViDA: Fattura Elettronica e IVA Digitale in UE dal 2028 al 2035
Il pacchetto europeo "VAT in the Digital Age": fattura elettronica intra-UE e reporting digitale dal 2030, registrazione IVA unica dal 2028, regole per le piattaforme. La roadmap spiegata per le aziende italiane.
Aggiornata a luglio 2026 · A cura del Dott. Marco Di Sabato
1. Cos'è ViDA e perché segna la direzione per tutta Europa
ViDA (VAT in the Digital Age, "l'IVA nell'era digitale") è il pacchetto di riforma dell'IVA europea adottato formalmente dal Consiglio UE l'11 marzo 2025. Non è una proposta: è legge europea in vigore, con un calendario di attuazione che arriva al 2035.
Il pacchetto ha tre pilastri:
1. Fattura elettronica e reporting digitale (DRR) per le operazioni intra-UE: dal 1° luglio 2030 ogni operazione B2B tra paesi UE dovrà essere fatturata elettronicamente in formato standard e comunicata al fisco quasi in tempo reale. 2. Registrazione IVA unica (Single VAT Registration): dal 1° luglio 2028 l'estensione dell'OSS ridurrà drasticamente i casi in cui serve aprire partite IVA in altri paesi UE. 3. Economia delle piattaforme: le piattaforme digitali di alloggi brevi e trasporto passeggeri diventano "fornitori presunti" (deemed supplier) ai fini IVA — su base opzionale per gli Stati dal luglio 2028, obbligatoria dal gennaio 2030.
Perché è importante capirlo oggi: gli obblighi nazionali di Francia (2026) e Germania (2027-2028) non sono episodi isolati, ma tappe di convergenza verso questo quadro europeo. Chi imposta ora i propri processi in ottica ViDA li imposta una volta sola.
2. Il calendario completo 2025-2035
Dal 2025 (già in vigore): - Gli Stati membri possono introdurre obblighi domestici di fatturazione elettronica senza chiedere deroghe a Bruxelles. È la base giuridica su cui accelerano Francia, Germania, Belgio e altri.
Dal 1° luglio 2028: - Parte la registrazione IVA unica: l'OSS si estende alle vendite B2C domestiche effettuate da soggetti non stabiliti e ai trasferimenti di beni propri tra paesi UE. - Il regime del call-off stock viene abolito (ultimi trasferimenti entro il 30 giugno 2028). - Regime "deemed supplier" opzionale per le piattaforme di alloggi brevi e trasporto.
Dal 1° gennaio 2030: - Il regime delle piattaforme diventa obbligatorio in tutta la UE.
Dal 1° luglio 2030 (la data chiave): - Fattura elettronica obbligatoria in formato standard europeo (EN 16931) per tutte le operazioni B2B intra-UE, da emettere entro 10 giorni dall'operazione. - Reporting digitale (DRR): i dati di ogni operazione intra-UE vanno trasmessi al fisco quasi in tempo reale. Gli attuali elenchi riepilogativi (Intrastat/VIES) vengono sostituiti.
Entro il 1° gennaio 2035: - I sistemi nazionali preesistenti (compreso il SDI italiano con il formato FatturaPA) devono armonizzarsi con lo standard europeo.
3. Fattura elettronica e reporting intra-UE dal 2030: cosa significa in pratica
Oggi un'azienda italiana che vende a un cliente tedesco o francese emette fattura, la trasmette al SDI per gli obblighi italiani e riepiloga l'operazione negli elenchi Intrastat. Dal 1° luglio 2030 il flusso cambia:
- La fattura verso il cliente UE dovrà essere una fattura elettronica strutturata conforme allo standard EN 16931 — il PDF non basterà più nemmeno per l'estero. - Andrà emessa entro 10 giorni dall'operazione (oggi i termini sono più larghi). - I dati della fattura andranno trasmessi all'amministrazione fiscale quasi in tempo reale, operazione per operazione: il controllo passa dal riepilogo mensile al dato transazionale immediato. - Lo stesso vale in acquisto: anche il cliente comunica i dati, e il fisco incrocia le due segnalazioni per intercettare le frodi carosello.
Il vantaggio italiano: per chi lavora già con il SDI questo salto è molto meno traumatico che per un'azienda tedesca abituata alla fattura PDF. La logica "fattura strutturata + trasmissione al fisco" è il pane quotidiano delle imprese italiane dal 2019. Le novità vere sono i termini più stretti, il formato europeo (diverso dalla FatturaPA) e l'estensione a ogni operazione intra-UE.
4. Registrazione IVA unica dal 2028: meno partite IVA estere
Il secondo pilastro è quello con l'impatto più immediato sui costi di compliance delle PMI che vendono in Europa.
Oggi molte situazioni obbligano ad aprire una partita IVA in un altro paese UE: tenere stock in un magazzino estero (il caso classico dei venditori Amazon FBA con merce in Francia o Germania), vendere B2C in loco, trasferire beni propri tra paesi.
Dal 1° luglio 2028, con l'estensione dell'OSS (One Stop Shop):
- Le vendite B2C domestiche effettuate in un paese dove non sei stabilito si dichiarano tramite OSS dal proprio paese. - I trasferimenti di beni propri tra paesi UE (es. dal magazzino italiano a quello tedesco di Amazon) si gestiscono con un nuovo regime OSS dedicato, senza bisogno di partita IVA locale per il trasferimento. - Il regime del call-off stock viene assorbito e abolito.
Attenzione ai limiti: la registrazione unica non copre tutto — restano fuori, ad esempio, le vendite B2B domestiche effettuate nel paese estero, alcuni acquisti locali e i casi in cui la detrazione dell'IVA locale richiede comunque una posizione nel paese. La valutazione se e quando chiudere una partita IVA estera va fatta caso per caso, ma la direzione è chiara: molte identificazioni estere aperte solo per lo stock o il B2C diventeranno superflue.
Nota il collegamento con la Francia: l'obbligo francese di e-reporting per i soggetti non stabiliti identificati IVA (dal 2026) riguarda proprio posizioni che dal 2028 potrebbero non servire più. Nella pianificazione conviene tenere insieme i due calendari.
Vendi in più paesi UE?
Chiedi alla Chat AI di Taxami come i calendari di Francia, Germania e ViDA si incastrano per la tua azienda.
5. Cosa cambia concretamente per le aziende italiane
Se esporti B2B in UE: dal 2030 ogni fattura intra-UE sarà elettronica strutturata con trasmissione al fisco entro termini stretti. Il tuo gestionale dovrà produrre il formato europeo EN 16931 accanto (e in prospettiva al posto) della FatturaPA. Gli elenchi Intrastat come li conosci scompariranno.
Se vendi online B2C in UE: dal 2028 la registrazione IVA unica semplifica la vita — meno partite IVA estere, più dichiarazioni tramite OSS. Se oggi stai aprendo posizioni estere per lo stock nei marketplace, pianifica già la loro possibile chiusura post-2028.
Se hai filiali in UE: ogni filiale segue il proprio calendario nazionale (Francia 2026, Germania 2027-2028...), ma dal 2030 il livello intra-UE si aggiunge per tutti. Un gruppo che sceglie oggi software e processi separati paese per paese pagherà due volte: meglio una strategia dati unica su base EN 16931.
Se usi piattaforme digitali (o ne gestisci una) nei settori alloggi brevi o trasporto passeggeri: dal 2028-2030 la piattaforma diventa in molti casi il soggetto che assolve l'IVA al posto tuo — cambia chi fa cosa, non necessariamente quanto si paga.
Per l'Italia come sistema: il SDI e la FatturaPA dovranno convergere sullo standard europeo entro il 2035. L'esperienza italiana resta un vantaggio competitivo, ma il formato e i processi evolveranno: chi costruisce oggi su EN 16931 è già dove l'Europa sta andando.
6. Checklist: come prepararsi senza correre
ViDA non richiede panico, richiede sequenza. Le scadenze vere per un'azienda italiana arrivano nell'ordine: Francia (2026), Germania (2027-2028), registrazione unica (2028), intra-UE (2030).
1. Gestisci prima gli obblighi nazionali dei tuoi mercati. Se lavori con Francia e Germania, parti dalle rispettive guide: sono gli adempimenti con le date più vicine.
2. Fai l'inventario delle tue posizioni IVA estere. Per ciascuna chiediti: servirà ancora dopo il 1° luglio 2028, o l'OSS esteso la renderà superflua? Non aprire nuove posizioni senza considerare questo orizzonte.
3. Scegli software "EN 16931-ready". Nella selezione di gestionali e servizi di fatturazione, la capacità di produrre e ricevere i formati europei (XRechnung, Factur-X/ZUGFeRD, UBL, Peppol) è il criterio che copre Francia, Germania e il futuro intra-UE insieme.
4. Cura la qualità del dato una volta sola. Partite IVA verificate, anagrafiche complete, dati di pagamento corretti: il reporting in tempo reale del 2030 renderà ogni errore visibile al fisco immediatamente. I processi di data quality costruiti ora si ripagano su ogni scadenza futura.
5. Rivedi il calendario ogni anno con il tuo commercialista. I regolamenti attuativi e le scelte nazionali (l'Italia inclusa) definiranno i dettagli operativi strada facendo: la direzione è fissata, i dettagli no.
Guide correlate
Dubbi sugli obblighi esteri della tua azienda?
La Chat AI di Taxami risponde con riferimenti normativi. E se hai uno studio, TaxAmi Studio aiuta i professionisti ad analizzare i casi cross-border dei propri clienti.
Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o professionale ai sensi del DPR 137/2012. Il pacchetto ViDA è in fase di attuazione e i dettagli operativi possono evolvere: verificare sempre gli aggiornamenti ufficiali. Per decisioni fiscali specifiche, rivolgersi a un professionista abilitato.