✓ Fondato dal Dott. Marco Di Sabato — Commercialista iscritto ODCEC Novara · Sedi: Borgomanero · Novara · Milano

PEC e Partita IVA 2026: Chi è Obbligato e Come Attivarla

Chi deve avere la PEC tra imprese, società, professionisti e amministratori, cosa cambia con la legge di bilancio 2025 e come attivarla.

Aggiornata a luglio 2026 · A cura del Dott. Marco Di Sabato

1. Cos'è la PEC e perché conta

La PEC (Posta Elettronica Certificata) è un sistema di posta che attribuisce alle email lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. È il domicilio digitale con cui la Pubblica Amministrazione, l'Agenzia delle Entrate e le altre imprese ti inviano comunicazioni ufficiali.

Per chi ha una partita IVA la PEC non è solo un obbligo formale: è il canale su cui arrivano notifiche, fatture elettroniche (se usata come indirizzo telematico) e atti con valenza giuridica. Ignorarla significa rischiare di non ricevere comunicazioni che fanno decorrere termini e scadenze.

2. PEC per imprese individuali e società

Le imprese individuali e le società iscritte al Registro delle Imprese hanno l'obbligo di PEC, da comunicare al Registro tenuto dalla Camera di Commercio.

L'obbligo nasce dall'art. 5 del DL 179/2012, convertito dalla L. 221/2012. La PEC dell'impresa diventa il suo domicilio digitale ufficiale e viene pubblicata nel Registro delle Imprese, dove è consultabile.

Mantenere la PEC attiva e valida è parte dell'obbligo: una casella scaduta o piena equivale, di fatto, a non averla.

3. PEC per professionisti iscritti a un albo

I professionisti iscritti a un ordine o collegio (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, medici…) hanno l'obbligo di dotarsi di PEC e di comunicarla al proprio albo di appartenenza.

L'albo raccoglie i domicili digitali degli iscritti e li rende disponibili negli elenchi pubblici previsti dalla legge (come INI-PEC, l'Indice Nazionale dei domicili digitali).

Anche in questo caso la PEC è il canale ufficiale per notifiche, comunicazioni dell'ordine e, per molte professioni, per i depositi telematici.

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4. Obbligo PEC per gli amministratori di società: il quadro dopo il DL 159/2025

La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva esteso l'obbligo di PEC "agli amministratori" delle società, con una formulazione così ampia da generare mesi di incertezza. Il quadro è stato poi ridisegnato dal DL 159/2025 (art. 13, commi 3 e 4, convertito dalla legge 198/2025), che ha ristretto e chiarito l'obbligo. Oggi devono comunicare la propria PEC al Registro delle imprese soltanto l'amministratore unico, l'amministratore delegato o — se non c'è un delegato — il presidente del consiglio di amministrazione di società di capitali (Srl, SpA), cooperative e società consortili. Non sono obbligati gli amministratori di società di persone (Snc, Sas) né chi ricopre altre cariche: consiglieri senza deleghe, sindaci, liquidatori.

Attenzione a un punto pratico: serve una PEC personale dell'amministratore, che per legge non può coincidere con quella della società. Chi finora usava un unico indirizzo per sé e per la propria Srl deve quindi attivarne uno dedicato. La comunicazione si fa al Registro delle imprese tramite il proprio intermediario abilitato e, se presentata da sola, è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria.

La scadenza per le società già iscritte era il 31 dicembre 2025, ed è ormai passata; l'obbligo scatta comunque a ogni nuova nomina o rinnovo della carica. Chi non ha ancora provveduto non deve attendere: la legge richiama una sanzione da 206 a 2.064 euro (art. 2630 del codice civile, in misura raddoppiata) e nel corso del 2026 alcune Camere di Commercio hanno iniziato a notificare i primi verbali, pur con orientamenti non uniformi sul territorio. Mettersi in regola spontaneamente resta la strada più semplice ed economica.

Se sei amministratore di una società di capitali e non ricordi se la tua PEC personale è stata comunicata (o se coincide ancora con quella della società), è il caso di verificarlo con il tuo commercialista: la posizione si controlla con una visura e si sistema con una pratica semplice.

5. Forfettari e professionisti senza albo: serve la PEC?

Se sei un professionista in regime forfettario senza iscrizione ad alcun albo né al Registro delle Imprese, la PEC non è imposta per legge.

Resta però fortemente consigliata: è il modo più affidabile per ricevere comunicazioni con valore legale dall'Agenzia delle Entrate e dalla PA, e può essere registrata come indirizzo telematico per ricevere le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI).

In molti casi avere una PEC, anche quando non obbligatoria, evita disguidi e ti tutela: una comunicazione "persa" può comunque produrre effetti legali.

6. Come attivare la PEC

Attivare una PEC è semplice e veloce:

1. Scegli un gestore accreditato (provider iscritto all'elenco AgID dei gestori PEC) 2. Registra la casella con i tuoi dati e un documento d'identità 3. Comunica l'indirizzo dove richiesto: Registro delle Imprese (imprese/società), albo (professionisti), Agenzia delle Entrate se la usi come indirizzo telematico

Con Taxami attivi la tua PEC in pochi minuti, con prezzi trasparenti e senza pratiche complicate. È pensata per partite IVA e piccole imprese che vogliono mettersi in regola senza perdere tempo.

7. La PEC che legge le cartelle al posto tuo

Da luglio 2026 la PEC attivata con Taxami include un assistente AI che legge e classifica automaticamente i messaggi in arrivo. Quando ricevi una cartella esattoriale, una raccomandata dell'Agenzia delle Entrate, una comunicazione INPS, un contratto o una fattura, Taxami AI riconosce il tipo di documento, ne fa un riassunto, rileva le scadenze indicate nel documento e suggerisce i passi da fare. Se il messaggio è urgente — per esempio una cartella con termini di pagamento — ricevi subito un avviso via email.

La lettura è sempre opt-in: si attiva dall'area personale con consenso esplicito ai sensi del GDPR, lavora in sola lettura (non risponde, non cancella nulla, i messaggi originali restano sulla casella) e si può revocare in qualsiasi momento, cancellando anche le analisi.

In pratica risolve il problema tipico di chi la PEC la deve avere per obbligo ma non la presidia: le comunicazioni che fanno decorrere termini non restano più non lette per settimane.

Domande frequenti

La PEC è obbligatoria se ho la partita IVA?+

Dipende dal tipo di soggetto. La PEC è obbligatoria per le imprese individuali e le società iscritte al Registro delle Imprese (art. 5, DL 179/2012, conv. L. 221/2012) e per i professionisti iscritti a un albo. Dal 2025 l'obbligo riguarda anche l'amministratore unico, l'amministratore delegato o, in mancanza, il presidente del CdA delle società di capitali, cooperative e consortili (L. 207/2024, come ridefinita dal DL 159/2025 conv. L. 198/2025). I professionisti forfettari senza albo né iscrizione al Registro delle Imprese non hanno l'obbligo di legge, ma la PEC resta fortemente consigliata.

Gli amministratori di società devono avere la PEC?+

Sì, ma non tutti: dopo il DL 159/2025 (convertito dalla legge 198/2025) l'obbligo riguarda solo l'amministratore unico, l'amministratore delegato o, in mancanza, il presidente del CdA di società di capitali, cooperative e consortili — restano esclusi gli amministratori di società di persone e i consiglieri senza deleghe. Serve una PEC personale, diversa da quella della società, da comunicare al Registro delle imprese; la sola comunicazione è esente da bollo e diritti. Il termine per le società già esistenti era il 31 dicembre 2025 e l'obbligo si ripresenta a ogni nomina o rinnovo. Chi non ha adempiuto rischia una sanzione da 206 a 2.064 euro ed è quindi opportuno regolarizzare al più presto, verificando la propria posizione con il commercialista.

Un forfettario senza albo deve avere la PEC?+

No, per il professionista forfettario non iscritto ad alcun albo né al Registro delle Imprese la PEC non è obbligatoria per legge. È però utile per ricevere comunicazioni con valore legale dall'Agenzia delle Entrate e può essere usata come indirizzo telematico per la fatturazione elettronica.

Cosa succede se la PEC è scaduta o piena?+

Una PEC scaduta o con casella piena equivale, di fatto, a non averla: le comunicazioni inviate possono comunque produrre effetti legali e far decorrere i termini. Per chi è obbligato, mantenere la PEC attiva e valida è parte dell'obbligo stesso.

Esiste una PEC che legge e classifica da sola i messaggi in arrivo?+

Sì. La PEC attivata con Taxami include un assistente AI che legge e classifica le PEC in arrivo (cartelle esattoriali, raccomandate dell'Agenzia delle Entrate, contratti, fatture), ne riassume il contenuto, rileva le scadenze indicate nel documento e invia un avviso email per i messaggi urgenti. La lettura è opt-in con consenso esplicito GDPR, lavora in sola lettura ed è revocabile in qualsiasi momento.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere puramente informativo e non costituiscono consulenza fiscale o professionale ai sensi del DPR 137/2012. Per decisioni specifiche, rivolgersi a un professionista abilitato.